il Progetto

il Progetto

Negli ultimi anni la medicina e il mondo sanitario hanno riaffermato il ruolo dei bisogni legati alla sfera delle discipline umane (arte, storia, filosofia) come nuovi strumenti per "fare salute", per trovare modi innovativi per parlare di cura, per rifondare anche la lingua della pratica clinica.

lookLe Medical Humanities delineano un orizzonte in cui l'arte promuove il cambiamento dell'essere medici, pazienti, operatori, cittadini, recuperando le radici umanistiche della scienza medica, quell'umanesimo che coniuga rispetto, ascolto, spirito critico, speranza e solidarietà.

Nelle istituzioni sanitarie si aprono reparti che coinvolgono artisti nei processi di cura e vengono avviati programmi di ricerca per studiare gli effetti dell'arte sulla mente come via di conoscenza della malattia e delle sue possibilità di guarigione o di cura. Le scoperte delle neuroscienze fanno da apripista a questo cammino. Negli ospedali, oltre alla cura, ormai si narra, si compone, si dipinge, si suona, si danza, si fa teatro.
Come attestano le ricerche scientifiche, la qualità dell'ambiente influisce positivamente sul processo di guarigione e lo favorisce, riducendone i tempi; la partecipazione culturale attiva contribuisce alla prevenzione di una pluralità di patologie, a partire da quelle cardiache, soprattutto nella popolazione femminile.

Nel 2010 il governo della Finlandia ha varato il programma nazionale Taiku - Arte e cultura per la salute e il benessere della popolazione, con il quale la cartella clinica di ogni paziente ospedalizzato è integrata da un progetto culturale concordato sulla base dei bisogni specifici della persona.

Anche in Italia, la relazione Arte e Salute ha una storia di studi, ricerche ed esperienze significative sul campo. All'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna sono state sperimentate dal 2012 pratiche di riabilitazione psicologica e psicosomatica attraverso il contatto con l'arte contemporanea.
Allo stesso tempo molti ospedali e luoghi di cura promuovono azioni e progetti di miglioramento degli ambienti integrando l'arte negli spazi quotidiani dei pazienti, per sostenere e potenziare il processo di cura.

L'Ospedale Sant'Anna di Torino, il più grande e antico centro ginecologico ed ostetrico d'Europa, sta cambiando volto grazie alla Cultura, con progetti sviluppati da una piattaforma che coinvolge nella ricerca applicata oltre dieci istituzioni culturali, mobilitate dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus, realtà nata dalla società civile per cooperare con le istituzioni nell'umanizzazione della cura e dei suoi luoghi.

look2La strategia 2014-2020 dell'Unione Europea attribuisce alla cultura un ruolo trasversale che informa tutti gli assi delle diverse politiche, comprese quelle sanitarie.

Su queste premesse è stato ideato Nati con la Cultura: il progetto parte dal principio che l'arte può trasformarsi in una potente risorsa di benessere, rigenerazione e potenziamento creativo per tutti gli esseri umani, a partire dai primi anni di vita, determinanti nello sviluppo della personalità, secondo quanto asseriscono gli psicologi interazionisti.

È noto, fin dalla celeberrima inchiesta di Pierre Bourdieu del 1969 (L'amour de l'art. Les musées d'art européens et leur publique), che la confidenza con l'ambiente del museo nell'età dell'infanzia è il presupposto essenziale per un utilizzo dei servizi culturali in età adulta.

Ma in che modo è possibile far incontrare il mondo delle famiglie con il museo? In che modo il momento della maternità e della paternità può essere associato ad una opportunità educativa che può trasformarsi in un talento per la vita futura dei bambini? Come il museo e il mondo sanitario possono accompagnare le responsabilità genitoriali?

Fondazione Medicina a Misura di Donna e Palazzo Madama hanno cercato una prima risposta a questi interrogativi con un percorso che unisce il luogo della nascita a uno dei simboli culturali della città di Torino: un progetto di accoglienza museale destinato alla fascia 0-3 anni e di accompagnamento nel ruolo genitoriale.
A ogni bambino nato al Sant'Anna, al momento delle dimissioni dall'ospedale verrà consegnato un Passaporto Culturale: la Cultura entra in questo modo a far parte delle raccomandazioni per una buona crescita.
La famiglia, nel corso del primo anno di vita del bambino, potrà visitare gratuitamente Palazzo Madama quando lo vorrà e scegliere un'opera o un ambiente per scattare una foto ricordo con il neonato che diventerà subito "cittadino della cultura".

Nati con la Cultura sarà il benvenuto culturale destinato ai circa 8000 bambini che nascono ogni anno al Sant'Anna di Torino.

Nati con la Cultura intende creare fin dai primi momenti di vita un legame tra il cittadino e il patrimonio culturale. Il passaporto, la foto di famiglia e la sua eventuale condivisione sulle piattaforme social del museo, sarà il primo passo per stabilire con l'istituzione culturale un legame di affetto e di familiarità, per percepire le sue sale come una casa comune che può contribuire al benessere dei singoli e della società.
Concependo la cultura come ius soli, diritto alla nascita in un luogo, il progetto vuole avvicinare alle istituzioni culturali ampie fasce di pubblico. Parte da Torino per diventare un modello adottabile nel mondo, come forma profonda di appropriazione del patrimonio.

Nati con la Cultura vuole rafforzare il senso di identità e di appartenenza per i nuovi cittadini, italiani e soprattutto stranieri, che al Sant'Anna corrispondono al 40% delle nascite. La visita a Palazzo Madama, "cuore" e simbolo plurisecolare della città e patrimonio dell'Unesco, può diventare per molte famiglie una prima esperienza di conoscenza dell'arte e di cittadinanza attiva.

Nati con la Cultura prosegue e integra l'azione di Matrimoni a Palazzo, avviata da Palazzo Madama nel 2009 con la celebrazione dei matrimoni civili nella grande Sala del Senato, uno dei modi con cui il museo ha cercato di creare con il proprio pubblico un legame profondo, fatto di ricordi e di emozioni, da trasmettere di generazione in generazione. Come il matrimonio, anche Nati con la Cultura diventa uno strumento di integrazione sociale e di valorizzazione "umanizzata" del patrimonio storico e artistico della città.